Carlo Gianotti

Schede primarie

Carlo Gianotti nasce a Trino il 21 dicembre 1925. Il suo soprannome trinese è "Pirulin". Prima di Carlo,

Nel gennaio 1944 Carlo Gianotti lavora come mec­canico a Vercelli quando decide di '''andare con i partigiani": e lo decide dopo aver assistito presso la stazione ferroviaria del capoluogo alle grida di­sperate di prigionieri stipati in "tradotte blindate per la Germania" che imploravano un impossibile aiuto.

Carlo parte da Trino, in un mattino del febbraio 1944, alla volta di Torino con il primo treno delle 4:30 accompagnato dalla sorella Pina che, aveva avuto tempo di confezio­nargli uno speciale "giubbotto imbottito" quanto mai necessario per le difficili prove, anche climati­che. Giunto a Torino dovrà recarsi in un luogo concor­dato su indicazioni avute da compagni trinesi, poi incontrare un emissario che gli darà tutte le infor­mazioni utili ad organizzare la sua attività resisten­ziale.

Carlo Gianotti venne destinato nel cuneese ad una formazione del comandante Ignazio Vian, ma dopo l'arresto e la morte delle stesso Vian cessarono anche le notizie sull'attività par­tigiana di Carlo Gianotti.

Passerà più di un anno e solo grazie all'aiuto di una complessa rete informativa non istituzionale, si riuscì a conoscere la tragica fine di Carlo Gianotti (nome di battaglia "Giuseppe") ri­sultò far parte di un nucleo di partigiani della 4a Brigata Garibaldi che verso la fine del marzo 1944, nel corso di sistematici rastrellamenti condotti in modo congiunto da reparti delle SS e dai militi della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) di Torino, venne catturato nelle valli di Lanzo e in vai Pellice, quindi tradotto alle carceri "Nuove" di Torino.

All'alba del 2 aprile 1944 ventisette giovani, tra cui Carlo Gianotti, dopo aver subito ripetuti in­terrogatori con bastonature e sevizie varie, furono prelevati dal carcere, caricati su un camion e por­tati in regione Pian del Lot nei pressi del Colle del­la Maddalena. Costretti dai tedeschi e dai fascisti presenti a scavarsi una fossa comune saranno tutti fucilati, principalmente ad opera dei "repubblichi­ni" di Salò.
Solo il 1° marzo 1947, a seguito delle estenuanti ricerche condotte dal padre Giuseppe e dai suoi fa­migliari, si potè riconoscere in una delle casse ano­nime depositate presso il "Campo della Gloria" del cimitero monumentale di Torino (provenienti dal Pian del Lot) i resti del giovane partigiano trinese. Uno dei segni di riconosci­mento che servì ad identificare il corpo di Carlo fu proprio quel "giubbotto imbottito" che la sorella aveva cucito per lui nell'inverno del 1944. Le spoglie di Carlo Gianotti furono riportate a Tri­no, dove 1*8 marzo 1947 venne celebrato un solen­ne funerale.

Il nome e l'effìgie del giovane partigiano trinese vennero aggiunte nell'elenco dei caduti compresi nel monumento eretto al Pian del Lot, nella radu­ra che fu teatro dell'eccidio, sin dal 24 novembre 1946.

Ogni anno, il 2 aprile, il luogo è sede di una ceri­monia commemorativa.

Estratto da "Carlo Gianotti - il partigiano diciottenne" di Franco Crosio e Bruno Ferrarotti

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