Eugenio Palazzi

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Eugenio Palazzi (Trino, 18 agosto 1859-10 aprile 1940) musicista, ha avuto come compagni di studio niente meno che Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, direttore d’orchestra, violinista, organista, direttore di banda, maestro di canto gregoriano e polifonico. Fratello di Giuseppe Palazzi, maestro di Cappella e organista alla collegiata di San Bartolomeo a Trino dal 1869 al 1909

Il primo profilo professionale di Eugenio Palazzi è pubblicato dall’editore e musicografo triestino Carlo Schmidl che, attraverso il suo “Dizionario Universale dei Musicisti”, edito dalla casa editrice Sonzogno di Milano (prima edizione 1928/29, seconda edizione 1936/37 con un supplemento del 1938), farà conoscere al grande pubblico di appassionati il “compositore ed insegnante” trinese (p. 215, edizione 1937).

Per biografare il Palazzi il testo di Schmidl sarà poi usato, più o meno integralmente, da diversi musicologi: Guglielmo Berutto, “Il Piemonte e la Musica 1800-1984”, Italgrafica, Torino, 1984; Alberto Basso, “Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, Le Biografie”, UTET, Torino, 1985-1988; Marino Anesa, “Dizionario della Musica Italiana per Banda”, ABBM, Bergamo, 2004. Lo stesso testo di Schmidl sarà anche utilizzato dai giornali vercellesi “L’Eusebiano” del 18 aprile 1940, “La Provincia di Vercelli” del 23 aprile 1940 e dal “Bollettino Parrocchiale di Trino” del maggio 1940 per ricordare il maestro dopo la sua scomparsa avvenuta il 10 aprile 1940.

Le musiche di “Trentatré – Valore alpino” sono di origine vercellese. Dopo una lunga ricerca due studiosi trinesi, Bruno Ferrarotti e Franco Crosio, sono riusciti a risalire all’autore delle musiche dell’inno ufficiale delle Penne nere, scoprendo che è un loro concittadino: Eugenio Palazzi, musicista e insegnante originario di Trino (Vercelli).
L’ufficialità è arrivata dai massimi vertici dell’Ana, Associazione nazionale alpini, che ha riconosciuto la paternità a Palazzi in una lettera inviata alla Provincia di Vercelli e successivamente confermata anche dall'’istituto Carlo Schmidl di Trieste, attestando la presenza di alcuni scritti del maestro che stesso conferma di essere l’autore delle note di “Trentatré”.

L’origine di “Valore alpino” è tutta piemontese, perché le parole sono state scritte, alla fine dell’Ottocento, da Camillo Fabiano, originario di Susa (Torino).