Leonello Vincenti

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Linguista Germanista Italiano
Leonello Vincenti (Trino, 1891Torino, 1963). Nel 1911 vinse una borsa di studio per studenti poveri dell'ex Regno di Sardegna, la cui prova consisteva in un tema sul contributo degli scrittori prerisorgimentali all'unità italiana. Nel concorso Vincenti si classificò primo, con Palmiro Togliatti secondo e Antonio Gramsci nono.

Negli anni del fascismo fu tra i collaboratori della rivista Il Baretti, insieme ad Augusto Monti, Umberto Morra di Lavriano, Leone Ginzburg, Giacomo Debenedetti, Natalino Sapegno e Mario Fubini. Il giornale era stato fondato da Piero Gobetti e fu chiuso dal regime poco dopo la morte di quest'ultimo.

In particolare nel numero 11 del 1925 cura interamente un vasto lavoro dedicato al teatro tedesco, che costituisce uno dei primi seri studi italiani sull'espressionismo. Sull'argomento pubblicò in seguito anche l'importante saggio Il teatro tedesco, insieme a Giaime Pintor.

È stato, nel secondo dopoguerra, professore di Letteratura e Lingua tedesca all'Università di Torino, annoverando fra i suoi alunni anche lo scrittore Claudio Magris.

Nel 1947 cura per la Casa Editrice Arethusa di Asti l'edizione italiana di Liriche romantiche tedesche (da Novalis a Rückert) di Friedrich Rückert. Nel 1953 con Riccardo Ricciardi pubblica Saggi di letteratura tedesca e nello stesso anno esce Croce e Goethe. Al filosofo italiano dedica spazio anche nel saggio Letterature europee.

Carlo Antoni e Raffaele Mattioli rendono omaggio, fra gli altri, anche a Vincenti, nel 1950 nel loro Cinquant'anni di vita intellettuale italiana 1896 - 1946.

Nel 1971 uscì postumo il libro da lui curato Viaggiatori del Settecento, per l'UTET.

Sua figlia Eleonora Vincenti è una illustre filologa, ordinaria di Filologia italiana all'Università di Torino.

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