
È certo che il castello di Montalto vuole un posto a sé, distinto da ogni altro. È certo che suggerisce idee e crea immagini che stanno fuori ed al disopra della realtà. Ordinato a fortezza, non move a pensieri di violenza. Aspro, nudo e solitario, esprime una cortese giocondità".
Così Giuseppe Giacosa parlava del castello di Montalto, la turrita costruzione che si staglia sulla destra della strada che porta da Ivrea verso la Valle d'Aosta.
Dall'alto del colle su cui sorge, questo maniero veglia il quieto incedere degli abitanti della piccola ed attraente località canavesana che si trova immediatamente a nord di Ivrea, lungo la valle della Dora Baltea che ne segna il confine verso ovest. Da lassù ha visto passare tutta la storia di questo lembo di Piemonte: dagli Eruli, agli Ostrogoti, dai Franchi ai conti Canavesani, dai Savoia agli invasori spagnoli, francesi, tedeschi, da Napoleone Bonaparte all'Italia unita.
Chi saprà cedere al fascino del castello e si fermerà a Montalto Dora anche soltanto per una breve tappa sul suo cammino non avrà di che pentirsene.
Questo paese infatti offre al visitatore una visita ottimamente bilanciata tra cultura e natura: da una parte la riscoperta del passato, dall'altro passeggiate bucoliche verso il Lago Nero e il Lago Pistono, tipici laghi dell'anfiteatro morenico d'Ivrea, unico in Italia.
L'escursione potrebbe terminare sulle famose "terre ballerine", un reticolo di radici che, formando un fitto cuscinetto sul terreno, fa vibrare la terra sotto i piedi di chi ci cammina sopra, come se ad incedere fosse un gigante al cui passaggio tutto trema.
Trovare Montalto Dora è facile, fermarsi vale la pena e allora perché non saperne qualcosa di più?
L'origine del nome Montalto è certamente romana, mentre il distintivo Dora è ben più tardo e risale verosimilmente al 1800 per evitare confusione con altri luoghi. L'origine romana del paese sarebbe legata alla storia della vicina Eporedia (l'attuale Ivrea), nella fattispecie Montalto sarebbe sorto come presidio alla Serra per proteggere quella città. Il borgo di Montalto si sviluppò nei secoli lungo la via che collega Ivrea ad Aosta ed ebbe sempre un destino molto travagliato tra assalti, assedi e distruzioni. Nel periodo medievale Montalto apparteneva all'episcopato eporediese ed ebbe propri signori. Nel corso del 1300 poi fu acquistato dai Savoia insieme ai feudi di Montestrutto, Settimo Vittone, Castelletto e Castruzzone per 200 lire imperiali. A questo punto numerosi signori si susseguirono nella guida del paese, tra gli altri: i de Jordano di Bard (1403), Margherita Bobba (1568), i Giovannini di Sordevolo e i Bailetti di Ivrea (1650), Pietro Antonio Negroni (1692) con titolo comitale e Silvestro Oliviero di Trana (1706). Il 30 Agosto 1712 infine Vittorio Amedeo II fece dono del feudo, con titolo comitale, al barone Filiberto Antonio di Vallesa che doveva essere premiato per un gesto di eroismo. Questa famiglia, originaria della valle di Gressoney rimase alla guida del borgo fino alla metà del secolo scorso quando si esaurì.
Del passato rimangono alcuni monumenti e un amore per la propria terra testimoniato dalla cura con cui viene salvaguardata.